True Colors

Le nostre emozioni "sono colorate" si legge su un articolo pubblicato sulla rivista BMC Medical Research Methodology, per sottolineare il fatto che i colori di ciò che ci circonda possono essere uno specchio del nostro umore.

Lo psicologo, psichiatra e filosofo svizzero Max Luscher definì la psicologia del colore, basata sull'assunto che una particolare attrazione o repulsione nei confronti di un determinato colore sono riconducibili a particolari stati psicofisici ed emozionali che ogni colore ed ogni combinazione cromatica generano nell'osservatore. 
Secondo Luscher, alla visione dei colori e delle combinazioni cromatiche si genera una risposta comportamentale, emotiva e fisica, cosicché la predilezione o il rifiuto per un determinato colore possono rivelare precisi aspetti caratteriali e tendenze emotive nei confronti della vita affettiva e di relazione, tenendo anche conto che la preferenza mostrata verso ciascun colore e le reazioni che provoca nel soggetto cambiano a seconda degli individui e dei vari momenti nello stesso individuo: in breve, i colori parlano di noi, dando precise informazioni su bisogni, sui desideri, sui rifiuti, sulle paure, basta saperne decifrare il messaggio.

Quello dei colori è quindi un linguaggio piuttosto complesso, in parte influenzato dal retroterra culturale di ciascuno, in parte condizionato dalla nostra individualità psicologica, sempre rivelatore di una componente inconscia e soggettiva della quale il colore rappresenta la chiave d'accesso.

Il colore associato alla luce genera dunque emozioni e sensazioni sia in chi lo utilizza sia in chi lo percepisce. Sono ormai assodati gli abbinamenti colore-effetto prodotto: risulta infatti che il rosso ha effetti decongestionanti, l'arancio stimolanti, il giallo energizzanti, il verde purificanti e il blu calmanti.

Il filo conduttore della mostra True Colors è il colore associato alla luce, utilizzato dai tre artisti in modo diverso, suscitando emozioni negli osservatori che non possono rimanere indifferenti davanti alla potenza delle tinte utilizzate associate ai segni, caratteristici di ciascuno di essi, che sulle tele realizzano veri e propri capolavori. Nelle opere di Vincenzo Balsamo si percepisce la luce come elemento fondamentale. Quasi come se provenisse dall'interno dell'opera per uscire verso l'osservatore, avvolgendolo, tra linee astratte e segni di estrema raffinatezza. Giuliano Ghelli, invece, pittore figurativo molto legato al tema delle tradizioni, attraverso segni materici ricchi di colore riesce a creare quadri che infondono gioia e serenità in chi li osserva. Lucide, quasi glassate, ricche di colori e soggetti fiabeschi sono invece le opere in legno intarsiato e lucidato del maestro Massimo Sansavini.