Alfredo Rapetti - Declinare l'Infinito

Con queste parole Gianluca Ranzi, curatore della mostra "Declinare l'Infinito" apre il suo testo critico: «Mi ha sempre colpito il modo e l'intensità con cui le opere di Alfredo rapetti fanno breccia nel pubblico. Ciò avviene anche con chi è meno abituato al linguaggio radicale che appartiene oggi all'arte contemporanea, e ancor più con i bambini, che di sperimentazione, avventura ed entusiasmo ne sanno molto senza tuttavia conoscere il complesso retroscena culturale dal quale il lavoro di Rapetti scaturisce».

«..Un'arte che da sempre ha la capacità di rinnovare l'emozione in chi la guarda al di là del tempo e dello spazio, della cultura, dell'ideologie o dei codici interpretativi... Un'arte la cui preoccupazione principale è la comunicazione di un'estetica dei valori, arte che porta notizie da un mondo all'altro in modo originale e costruttivo, attraverso un linguaggio, un solo codice comune a tutti: quello dei sentimenti. Il mio tentativo è quello di cercare di esserne degno».

Il pensiero sull'arte di Alfredo Rapetti è spiegato in queste parole, semplici, chiare, dirette. Così come è la sua pittura, un'espressione spontanea del talento poliedrico dell'artista.

Le tele incrostate di scrittura dell'artista milanese conquistano il loro pubblico con semplicità e immediatezza. Le opere colpiscono i sensi e l'intelletto con simultaneità, fondendo insieme due campi abitualmente distinti: la scrittura e l'immagine.

Ecco, infatti, quanto ha egli stesso dichiarato: «Ogni opera che presuma di chiamarsi "arte" deve da sola, autonomamente, poter comunicare l'emozione che intende esprimere. Contenere cioè in sé la capacità di trasmettere il proprio messaggio, senza l'ausilio di informazioni estranee al puro processo creativo».

Facendo collidere la sfera del visivo con quella della scrittura Alfredo Rapetti ha creato, forse coscientemente, forse inconsapevolmente, una sorta di corto circuito tra i due apparati cerebrali. In questo modo ha inaugurato una nuova modalità che unisce "visione" e "lettura" e che fa sposare due ambiti abitualmente distinti a partire dalla loro origine fisiologica.

Per l'occasione è stato realizzato un catalogo a colori, in tiratura limitata, disponibile presso la galleria, con riporodotte le opere in mostra e un saggio critico appositamente scritto da Gianluca Ranzi.