André Masson - La Ricerca dell'Oltre

Galleria MOdenArte riapre al pubblico, dopo la pausa estiva, con la mostra "André Masson. La ricerca dell'oltre", una nuova grande retrospettiva dedicata ad uno degli artisti più geniali, controversi ed anticonvenzionali del Novecento.

La mostra, curata da Maurizio Vanni, si è inaugurata alla presenza dei familiari dell'artista. Sono infatti venuti appositamente da Parigi Lily e Martin Masson, rispettivamente figlia e nipote, e Marguarite, sua nuora e responsabile del Comitato d'Onore Andrè Masson.

In galleria sono esposte una cinquantina di opere, realizzate tra il 1923 ed il 1969; opere che evidenziano i diversi codici espressivi da lui utilizzati e la sua sistematica apertura alle contaminazioni e alle innovazioni più varie. Scopo dell'esposizione non è quello di trovare una coerenza stilistica nel suo lavoro, bensì di dimostrare, a quasi vent'anni dalla sua morte, quanto l'elemento che ha rallentato il riconoscimento storico-culturale di Masson – ovvero la sua non appartenenza e non militanza in alcun movimento artistico – possa diventare adesso il punto di partenza per un nuovo studio su di lui. Uno studio che lo riscatti dalla scarsa attenzione dedicatagli sino ad oggi e che finalmente ci porti a percepire quello che l'artista ha indagato per tutta la vita: l'ignoto attraverso il visibile.

Nel suo percorso artistico, Masson comprende ben presto che la verità delle cose non si può trovare nella superficie di ciò che vediamo e che quello che la vista percepisce,potrebbe essere frutto di un'illusione ottica. E così l'artista francese, come un moderno sciamano, cerca la risposta alle sue domande nell'automatismo dei suoi disegni e nella trascendenza del proprio rapporto cerebrale con la natura, passando attraverso lo sconvolgimento dei sensi per mezzo dell'erotismo. Quando il suo istinto incontrerà la saggezza della cultura orientale, l'artista si sentirà finalmente giunto al punto che divide il finito dall'infinito, la realtà dall'apparenza, l'illusione dalla realtà.

Dai primitivi italiani alla ri-visitazione del Cubismo, dai disegni automatici all'incontro con Breton, dalla libertà espressiva delle composizioni con la sabbia sino alle influenze filosofico-letterarie, Masson ha percorso un incessante e tumultuoso cammino, alla ricerca di se stesso prima e delle origini del tutto poi, scandito da un turbolento pessimismo e da violente illuminazioni.

All'interno della mostra un'attenzione particolare è dedicata alla scultura, un'espressione che Masson ha sempre amato ma che non ha mai approfondito come avrebbe voluto. Nell'occasione sono infatti esposte 5 delle sculture realizzate dall'artista nel corso della sua vita: plastiche tormentate e cariche di energia, forme in eterno divenire che sconvolgono per l'immediatezza con la quale l'artista tratta la materia.

L'intento del curatore, anche grazie al particolare allestimento della mostra, è quello di proiettare lo spettatore all'interno di un cosmo privo di punti di riferimento certi – proprio come avrebbe voluto Masson – per far comprendere l'importanza dell'approccio polisensoriale e della percezione emotiva. Le opere dell'artista rifuggono a una lettura troppo razionale, mentre affascinano e si lasciano catturare da chi ha il coraggio di abbandonarsi alle sensazioni.

Per l'occasione è stato realizzato un catalogo a colori, disponibile presso la galleria, con riporodotte le opere in mostra, un saggio critico appositamente scritto da Maurizio Vanni e la biografia dell'artista.