Collettiva - Instructions, Rules and Games

Con la mostra "Instructions, Rules and Games" si vuole presentare al pubblico un progetto dedicato ai Libri d'Artista, nato all'interno del laboratorio di allestimento della Prof. Cornelia Lauf.

La mostra è incentrata sulle Opere che impartiscono ordini, danno istruzioni, dettano regole, pongono dei limiti e forniscono o utilizzano indicazioni. Il libro è un oggetto-sistema di comunicazione che, per sua natura, necessita di un momento di fruizione come processo fortemente interattivo e logico. Il libro d'artista che ha per contenuto enunciati illocutori intensifica questo momento percchè, alla decodificazione dei segni linguistici, si affianca un invito all'esecuzione, all'atto performativo, che è, quindi, un invito ad evadere il confine della lettura ed a posizionarsi "in betweenness", in quelle intersezioni che Dick Higgins ha chiamato Intermedia. In questo squarcio aperto si crea uno spazio di aleatorietà, di indeterminatezza, in cui il lettore, reso potenziale artista, è libero di concretare le istruzioni performative seguendo la propria particolare prospettiva; è uno spazio di arresto, una pausa tra le righe della quotidianità, in cui può verificarsi una reale comunicazione tra sensibilità artistica e Vita: un momento si esperienza intensificata. Il libro d'artista con contenuto illocutorio potrebbe anche essere considerato una forma particolare di "Opera in movimento", infatti l'estrema apertura interpretativa è proposta attraverso un sistema di possibilità razionalmente organizzate nella forma paradossale e apparentemente coercitiva di ordini e istruzioni. Questo ossimoro di indeterminatezza/determinatezza, è scavalcato nell'atto stesso dell'esecuzione, inevitabilmente soggetta all'arbitrio non controllato del lettore e alla casualità, attraverso la quale si superano e si mettono in questione i meccanismi di cristallizzazione, rigida impaginazione della Vita e dell'Arte. Ne scaturisce un potenziale di ambiguità che conduce ad una nozione di alterità e inafferrabilità, fondamentale per un'interpretazione dinamica e sempre rinnovata dell'Opera d'Arte. I meccanismi processuali messi in atto da questa forma di libro d'artista riescono, quindi, ad avere valenze allo stesso tempo fisico-tattili, concettuali e ludiche, estetiche ma "anti-artistiche"; questi sono gli aspetti che si intende sottolineare nella selezione delle opere e nell'allestimento. Ci si propone di esibire opere originali, opere riprodotte e, laddove possibile, libri in formato elettronico, al fine di suggerire una riflessione sul concetto di proprietà intellettuale e di serialità.

La mostra è allestita in modo da privilegiare il contatto con l'opera e per consentire una visione fronte-retro dei libri più rari e di pregio si è pensato ad una installazione di sacchetti trasparenti appesi al soffitto o esposti su cubi che permetta una fruizione il più possibile interattiva e non statica. L'ambientazione è connotata domesticamente con lo scopo di scongiurare il pericolo della presunta neutralità del "White Cube" ed evitare di ingabbiare l'Arte in un sovramondo di contemplazione estetica, trattenendola, invece, ben ancorata all'esperienza quotidiana. Le possibilità performative e le qualità aleatorie dei Libri d'Artista sono evidenziate attraverso l'esecuzione di performances; nel tentativo di insinuare nel quotidiano prospettive di artisticità, le Azioni si svolgeranno nel corso della mostra prendendo spunto dalle cinque aree tematiche individuate: Istruzioni, Regole, Ricette, Musica, Poesia, Gioco.

Il messaggio di una stretta interrelazione tra Arte e Vita è suggerito dall'oggetto della mostra, il Libro, amico familiare, o, perlomeno, lontano conoscente di tutti.