Alberto Burri - Cellotex. La Strategia della Materia

Curata da Gianluca Ranzi, la mostra tratta il periodo che parte con la metà degli anni '80, in cui un Burri ormai settantenne, mette nelle tele il "farsi notte dell'esistenza", chiamando, non a caso, molte delle sue opere "Notte" o "Annottarsi", come a voler traghettare anche la sua arte all'estrema soglia della vita.

Oltre una trentina di opere meditative e notturne che ricapitolano ed esemplificano l'intera ricerca artistica di Burri sulle qualità della forma e della materia sono esposte in questa eccezionale mostra.

In mostra a MOdenArte dieci dei celebri Cellotex: superfici livellate e regolari, semplificazione della forma e purezza del colore per una fase di grandi equilibri e nuova sperimentazione.

Il cellotex, materiale industriale per la coibentazione ottenuto da un impasto ligneo compresso, viene impiegato da Burri per le sue potenzialità espressive e le innumerevoli possibilità. L'artista utilizza in particolare la scabrosità della materia allo stato grezzo, accentuandola o assecondandola tramite il suo intervento con colla vinilica, colore, linee e geometrie. A questa prima parte di opere (che vanno dal 1982 al 1993), si affiancano venti serigrafie realizzate tra il 1986 e il 1988 e una piccola bruciatura.

Opere in cui il senso dello spazio perpetua in un qualche modo lo studio e la concezione dei Maestri, da Giotto a Piero della Francesca, fornendo ampiezza e monumentalità. Lo spazio di Burri costruisce un'architettura "altra", fisica e ideale, che viene posta a confronto con la scoperta dell'inconscio e delle sue inquietudini, divenute ormai nutrimento per buona parte dell'arte contemporanea.

Il ciclo dei Cellotex neri, anche descritto da Burri col titolo di "Annottarsi", si distingue per la purezza, la sintesi compositiva e la semplificazione estrema a cui giunge negli anni Ottanta il suo percorso creativo. Sono superfici monocromatiche che vibrano del dialogo tra campiture di colore acrilico lucido e porzioni opache che lasciano trasparire la porosità del materiale di supporto. La tensione messa in atto dal dialogo tra le forme morbide e sinuose inscritte nel rettangolo del quadro si affianca al dialogo tra superfici lucide e opache, che fanno scivolare o imbrigliano la luce, a seconda della materia su cui essa si posa.

I Cellotex neri sono opere meditative e notturne che ricapitolano ed esemplificano l'intera ricerca dell'artista sulle qualità della forma e della materia, secondo un fare creativo che si fa affabulare dallo spettacolo della bellezza della vita e approda infine al silenzio dell'assoluto.

Per l'occasione è stato realizzato un catalogo a colori, in tiratura limitata, disponibile presso la galleria, con riporodotte le opere in mostra e un saggio critico appositamente scritto da Gianluca Ranzi.